Dal MESSAGGERO VENETO del 18 novembre 2002 -
A Lignano e Grado
mareggiata distrugge chilometri di spiaggia


LIGNANO. La sfuriata del maltempo non ha risparmiato neppure i litorali di Lignano e di Grado. Ma vediamo cos'è successo. "Il mare - dichiara Giorgio Ardito, vicepresidente della Lignano Pineta spa ha portato via da 50.000 a 100.000 metri cubi di sabbia, per un danno di oltre 250.000 euro. L'effetto devastante della mareggiata è visibile soprattutto davanti a piazzale Marea Pineta, dove le scale non poggiano più sulla sabbia e gli ultimi gradini sono stati divelti dalla forza del mare. Preoccupante è anche la situazione davanti al pontile Mare di Pineta, dove l'acqua parte dalla metà del camminamento in cemento e non dalle prime colonne come nei giorni scorsi". Al danno causato dall'asporto dei metri cubi di sabbia erosi dal mare si aggiunge anche il materiale che verrà riversato nei prossimi giorni dalla piena del fiume Tagliamento, che verrà riversato non solo sul litorale di Pineta, ma anche su quello di Sabbiadoro. Che soluzioni, quindi, si possono trovare? "Da anni- precisa Ardito - la Regione asieme al Veneto ha stanziato un progetto per far sì che si possa utilizzare la sabbia che sta alla foce del Tagliamento per ripristinare il litorale di Lignano Pineta e quello di Bilione, più soggetti di altri al fenomeno dell'erosione costiera e il litorale. Con un decreto ministeriale dell'estate scorsa, questo progetto è diventato di competenza delle Regioni, che prima dovevano farsi autorizzare dal Ministero. Una seconda soluzione potrebbe riguardare le opere di difesa". Il maltempo non ha risparmiato neppure il litorale di Grado. Sabato sera, attorno alle 19, il centro storico è stato in parte invaso dall'acqua; parte del centro, grazie al pronto intervento delle forze comunali - Protezione civile, i carabinieri e la Polizia Municipale -, è stato interdetto alle automobili per la fuoriuscita dell'acqua dal porto. Ma l'apice del maltempo si è avuto verso le 20. Fortunatamente il forte vento da sud-ovest si è pian piano placato, evitando il peggio nell'area centrale dell'isola, mentre peggio è andata alla spiaggia, dove l'implacabile azione delle onde ha "inghiottito" centinaia e centinaia di metri cubi di sabbia, riscoprendo definitivamente il Banco d'Orio (tra le prime spiagge naturali in Italia), gran parte dell'arenile della Costa Azzurra e della spiaggia principale gestita dalla Grado impianti turistici (Git). Danni ingenti, che in fotocopia riprendono l'altra situazione di calamità naturale verificatasi a giugno, quando oltre 200 mila metri cubi di spiaggia già attrezzata era stata inghiottita dal fortunale.