
Gore, ha girato il film-documentario «Una scomoda verità» sul riscaldamento terrestre.
L’Ipcc ha diffuso rapporti ed è in procinto di riprendere la discussione sul Protocollo di Kyoto per
sostituirlo con un nuovo documento.
L'Ipcc, presieduto dall'indiano Rajendra Pachauri, è una commissione Onu di cui fanno parte circa 3 mila scienziati tra oceanografi, studiosi dell'atmosfera, glaciologi, economisti; l'organismo è considerato la massima autorità scientifica sull'effetto-serra e il suo impatto ambientale.
«L'Ipcc ha creato un sempre più ampio consenso informato sulla connessione che esiste tra le attività umane e
il riscaldamento climatico», ha aggiunto il comitato Nobel.
«Migliaia di scienziati di oltre cento Paesi hanno
collaborato per accertare la certezza del riscaldamento in corso».
Invece Gore «da lungo tempo è un ambientalista e politico che si è reso conto conto delle sfide climatiche che la Terra affronta, e il suo lavoro di divulgazione ha rafforzato la lotta contro i mutamenti climatici».
È il secondo premio Nobel per la pace che in pochi anni va a chi si è occupato di tematiche ambientaliste, come non è mai avvenuto in oltre cento anni di vita del prestigioso premio e a dimostrazione di una grande attenzione ai temi dell'ambiente. Infatti nel 2004 il Nobel venne assegnato all'ambientalista e pacifista keniana Wangari Maathai.