








Quando parliamo di "alluvione" intendiamo un fenomeno che implica l'allagamento di una vasta porzione di territorio normalmente asciutto.
Questo fenomeno solitamente e' causato dall'esondazione o tracimazione di corso d'acqua o lago, in taluni casi dalla
rottura di un bacino o diga.
I fiumi, lungo il loro corso, sono solitamente protetti dagli argini e controllati da apposite strumentazioni che ne
determinano l'ingrossamento (ovvero l'aumento della portata d'acqua).
Questo aumento puo' avvenire principalmente a causa di forti piogge che, cadendo in un periodo ristretto di tempo, non
permettono all'acqua di fluire normalmente.
Talvolta il livello delle acque di un fiume o lago si innalza fino a raggiungere e scavalcare gli argini predisposti per
contenerlo, e quindi tracima allagando i terreni circostanti.
Altre volte, la forza delle acque e della corrente riesce a rompere gli argini causando l'esondazione delle acque fuori dall'
alveo del fiume che inondano cosi' i terreni circostanti.
Tramite i dati rilevati da apposite strumentazioni poste lungo gli alvei dei fiumi, come gli idrometri, gli esperti possono
calcolare la portata prevista del fiume in un raggio di tempo sufficiente per, all'occorrenza, predisporre l'evacuazione dalle proprie
case delle persone che potrebbero trovarsi a rischio alluvione ed accompagnarle in posto sicuro.
La tracimazione di un fiume e' abbastanza prevedibile tramite questi calcoli,l'esondazione lo e' meno, nonostante i
punti arginali piu' a rischio di rottura sono anch'essi conosciuti dagli esperti e percio' monitorati costantemente.
Le autorita' competenti, se vi sono previsioni metereologiche di piogge particolarmente intense, avvisano tutti gli organi
sul territorio (Genio Civile, Protezione Civile, etc...) affinche' siano organizzati turni di monitoraggio della situazione delle
acque, studiate le probabilita' di tracimazione e/o esondazione, ed eventualmente predisposta l'evacuazione delle persone a rischio.

Nel nostro territorio il rischio maggiore di alluvione e' determinato dal fiume Tagliamento, il principale fiume della
regione Friuli Venezia Giulia nonche' uno dei più importanti che sfociano nell'Adriatico.
Nasce a 1195 m.s.l.m.m., alle pendici orientali del Monte Miaron, sotto il Passo della Mauria, e scorre per circa sessanta chilometri.
Nel primo tratto riceve le acque dei suoi affluenti principali, tutti sulla sponda sinistra: il Lumini, il Degano, il But, il Fella.
Nel secondo tratto, (indicativamente da Venzone) riceve le acque di altri affluenti: il Leale, l'Arzino (sponda destra), il Venzone, il Ledra.
Dopo la stretta di Pinzano, in cui è costretto a scorrere tra alte pareti rocciose, scorre verso la pianura e si getta nel
mare, tra Lignano e Bibione.
Nel tratto che va da Pinzano a Latisana scorre su un letto molto vasto, ghiaioso,
diramandosi continuamente; nel tratto finale che va da Latisana alla foce in un unico ramo, descrivendo numerosi meandri, su terreni argillosi e sabbiosi.
La tendenza del fiume è di avere una foce a delta, a causa delle grandi quantità di detriti alluvionali che da sempre
trasporta verso il mare.Infatti, fin da epoche antiche, il fiume ha continuamente modificato il suo corso, soprattutto nel tratto inferiore,
modificando anche il sistema lagunare della fascia costiera.
Ci sono numerosi centri abitati lungo il fiume del Tagliamento, ed ognuno di essi ha dovuto, nel tempo, affrontare il pericolo di una esondazione delle acque ed
attrezzarsi per scongiurare i pericoli derivanti da un simile evento.
Una delle alluvioni piu' disastrose si e' verificata a Latisana nel 1966, quando l'argine del fiume si e' rotto a monte di Madrisio ed a Latisana, causando l'allagamento
dei centri abitati di Madrisio, Fraforeano, Ronchis, Latisanotta, Latisana....ed unendosi alle acque del fiume Stella che, esondate in alcuni punti, avevano gia' inondato
Palazzolo dello Stella, Precenicco e Piancada.
Da allora gli argini sono stati rinforzati e sono state previste speciali procedure di allerta e di evacuazione della popolazione.

La forza delle acque durante un alluvione e' spaventosa: c'e' la possibilita' che automobili, pilastri, addirittura abitazioni vengano spazzate via dalla furia delle acque.
E' percio' molto importante garantire un controllo costante ed attento delle potenziali situazioni di pericolo per la salvaguardia delle vite umane coinvolte in un evento del genere.
Da Lignano monitoriamo la situazione del fiume Tagliamento grazie ai dati degli idrometri principali: a Venzone, a Casarsa della Delizia, a Latisana e a Lignano.
Quando il livello delle acque misurate all'idrometro di Venzone raggiunge le soglie di preallarme (mt.1,90) e/o allarme (mt 3,20), possiamo calcolare, oltre che al tempo di arrivo delle
acque, anche la portata prevista. Per fare un esempio, se a Venzone il Tagliamento misura o supera al momento attuale mt 3,20, ed entriamo quindi in allarme, possiamo determinare che in circa 6 ore
le stesse acque arriveranno a scorrere all'altezza del Ponte della Delizia, tra 10/12 ore saranno a Latisana e tra 18/20 ore saranno a Lignano.
Solitamente la quantita' prevista (in metri) equivale, all'altezza di Latisana, ai metri di Venzone raddoppiati (es.Venzone mt 3,20- Latisana mt 6,40 ca.).
La bonta' dei calcoli, dipende comunque anche da altri fattori, e non si rifa' alla semplice matematica: sono infatti da considerare lo stato delle precipitazioni (costanti? in aumento? in diminuzione?),
l'altezza attuale del fiume nei vari punti (normale, piu' alta magari per piogge precedenti?), lo stato della marea (alta o bassa?) e dei venti (con vento di scirocco il mare respinge il regolare deflusso delle acque).
L'opera costante di monitoraggio permette di essere prudentemente preparati ad affrontare l'evolversi di eventuali situazioni a rischio.
E' importante ricordare che specifiche procedure sono gia' state predisposte dagli organi competenti ed e' quindi necessario prestare la massima attenzione agli avvisi che, di volta in volta, saranno dati alla popolazione.
Questi avvisi potranno provenire dalle Forze dell'Ordine, dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e da altri organismi, tramite apparati sonori (altoparlanti), affisioni nelle bacheche e in luoghi pubblici, tramite radio e televisione.
